Archivio per la categoria 'Surf'

ott 27 2017

Scuola di Bodyboard: il Top Turn 5° puntata

Pubblicato da sotto Surf

Ciao a tutti, nell’ultima puntata abbiamo visto il bottom turn, la curva alla base dell’onda ,che vi consente di generare velocità per le vostre manovre ; ci eravamo lasciati con voi che avete appena finito la curva alla base e state puntando verso la cresta del frangente.Ora parleremo del TOP TURN, quella curva sulla parte alta dell’onda, che vi riporterà in basso, costruendo così quel movimento ad esse che differenzia il surfare dallo scendere un cavallone. Sappiate infatti che, in tutte le discipline del surf, la cosa migliore è restare vicini a dove il labbro della montagna liquida rompe , che è la parte più ripida e potente, inoltre facendo così sfrutterete meglio le sezioni creando una sinusoide sulla parete e prolungando il tempo della corsa.

Bene, dopo un buon bottom turn, risalite la parete con una angolazione di circa 45 gradi, mantenendo il peso sul bordo, o rail, interno: il vostro corpo poggerà sul fianco destro ( ricordate che nell’esempio stiamo andando a destra, se dovete andare a sinistra è tutto invertito!) e sul gomito destro, mentre la mano sinistra sarà posizionata sul rail sinistro all’altezza degli addominali e tirerà verso l’alto. Per curvare sul bodyboard occorre piegare come su una moto, usando il peso del vostro corpo; Quando state per raggiungere la parte più alta dell’onda, dovete spostare la mano sinistra fino al nose ( prua ) della tavola, afferrare il nose appoggiando il gomito sul rail sinistro; a  questo punto , se non lo stavate già facendo, afferrate il nose anche con la destra e sbilanciate tutto con il peso velocemente su gomito sinistro e fianco sinistro, e contemporaneamente tirate a voi con forza la prua con entrambe le mani, cercando anche di inarcare la schiena e cominciando a guardare in basso pronti per il prossimo bottom turn! Se siete riusciti a fare tutto con buon tempismo e un poco di forza esplosiva, dovreste essere riusciti a tirare su un bello spruzzo di acqua ed a concludere una manovra degna di punteggio. Ora la mano sinistra ridiscende nella posizione originaria e siete pronti per angolare di nuovo la tavola, rispostando il peso su gomito e fianco destro.

La chiave di tutto è il tempismo e purtroppo verrà solo con tanta pratica, ma il top turn è veramente figo se fatto in maniera radicale e potete poi variarlo in molti modi, personalizzandolo.

buon divertimento ed Aloha

 

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ott 26 2017

Scuola di Bodyboard: Prime manovre 4°puntata

Pubblicato da sotto Surf

Eccoci , dopo tanto tempo , ad una nuova puntata. Se vi siete persi le altre, basta cliccare sul menu a tendina a destra su SURF ed andare molto indietro con le pagine.

ci eravamo lasciati con la sospirata prima onda, ed ora vedremo come progredire: tutto comincia dal BOTTOM TURN, vera base della surfata. Per ora parleremo solo della specialità PRONE, ovvero sdraiati sulla tavola, lasciando DROP KNEE e STAND UP per future puntate.

Quando state per agganciare l’onda e sentite la tavola che plana, dovete innanzitutto decidere in che direzione andare! osservate come srotola il frangente, probabilmente su di un lato si presenterà “chiusa”, ovvero la schiuma vi bloccherà; logicamente dovete andare dall’altra parte , dove la faccia dell’onda è pulita e vi permette di surfarla: se fosse chiusa su entrambi i lati, ovvero CLOSE OUT, lasciatela andare ed aspettate una migliore.

Per maggiore comprensione facciamo l’esempio di una surfata a destra, quindi si intende che guardando la riva , andrete sulla vostra destra. Per le sinistre basta fare tutto invertendo le posizioni delle braccia e del corpo.

OK…state partendo puntando verso riva…avete smesso di pinneggiare e vi siete spostati sopra la coperta della tavola fino agli addominali bassi. Ora posizionate l’avambraccio destro sul bordo destro della tavola, con il gomito all’altezza della spalla e piegato circa a 90 gradi, ciò vi permette di sollevare il busto dal bodyboard e mettere pressione sul rail interno (quello che morde l’onda) permettendovi di cominciare la curva. Contemporaneamente la mano sinistra afferra il relativo rail all’altezza del bacino e tira verso l’alto il bordo, coadiuvando a far inclinare verso l’interno la tavola e a far mordere il rail interno  ed a far  girare il boogie nella pancia dell’onda: ricordate di voltare la testa in direzione della cresta , sia per assecondare il movimento, sia per avere chiara visione dello srotolare del frangente, controllando però che non ci siano ostacoli alla vostra corsa, tipo surfisti caduti in precedenza . Un buon bottom turn vi proietterà con grande potenza verso l’alto ed è la manovra principale e preludio a qualsiasi altra, quindi dovrete impadronirvi della tecnica alla perfezione, essendo il modo migliore di generare con la tavola la velocità necessaria per la maggioranza delle manovre.

Ultimo consiglio, provate prima “a secco” le varie posizioni, magari sul letto o sulla sabbia, per essere sicuri quando sarete in mezzo ai flutti!

ci vediamo alla prossima…ALOHA

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nov 07 2016

Pinna longboard Turbo unnel

Pubblicato da sotto Surf

20161107_184827Alcuni anni fa ero abbonato alla defunta rivista americana “longboard Magazine”, e nelle pagine finali, per intenderci quelle delle pubblicità , campeggiava sempre questo riquadro che mostrava una bizzarra pinna con una specie di tubo venturi a metà lunghezza , che prometteva più controllo , velocità e migliori noserides.  Con nella mente la sicurezza della bufala , lo sguardo però si soffermava sempre lì !

Arrivando ai giorni nostri, su un mercatino surf di facebook, scorgo un annuncio di vendita di alcune pinne, tra cui spicca proprio una Turbo, al modico prezzo di 25 euro…come posso resistere! Alla fine , oltre alla pinna , conosco anche un simpaticissimo surfer di Roma, che me la recapita dritta a casa. All’arrivo la scarto tipo regalo di natale in anticipo, e , a prima vista mette un poco  di soggezione , vuoi perchè da 10 pollici, vuoi per questo tubone tipo venturi giusto in mezzo che fa tanto flash Gordon.

Decido di montarla sul mio Tudor 9’6, lasciando le sidebites , e la metto li aspettando una mareggiata di un certo spessore, salvo poi utilizzarla anche su una con onde che non spingono un granchè, fino ai giorni scorsi, quando finalmente una bella swell autunnale colpisce la costa ligure, regalando onde potenti e ben formate.

Così mi dico: ok, giorni ideali per trasformarmi in Capitan Turbo!!! Mi butto su quelle che sembrano onde sul metro e mezzo  buono, forse di più, ed  al primo takeoff, nonostante sia molto ripido e scavato, sento che la tavola reagisce bene e assolutamente tiene il bordo con fermezza; arriva poi il momento di curvare e il cutback risulta fluido e preciso anche su un bel paretone verde! l’ultimo test è quello del noseride, e vista la qualità dell’onda è sicuramente probante: forse è solo una sorta di effetto placebo, ma effettivamente sembra rallentare meno quando protrai la permanenza sul nasone della tavola , e tende ad affondare meno anche quando insisti un poco di più o provi gli hang ten.

in definitiva , ho deciso di tenere montata quella , e, forse non era quella sorta di gimmick che sembrava sulla pubblicità molto anni ottanta della rivista, e se non offrisse anche tutti i benefici promessi, assolutamente non ha controindicazioni di nessun genere… quindi , chiamatemi Capitan Turbo!

Aloha

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lug 09 2016

Tavola Westside Hot Rod 5’0-22-2 3/8

Pubblicato da sotto Surf

20160502_173206Questa è una di quelle belle storie del surf, fatta di amicizia e onde, una di quelle partorite nelle attese fra un set ed un altro , e sviluppate nei periodi di piatta mediterannea .

Ormai da un decennio principalmente surfo con tavole oltre i 9 piedi, ma ci sono quei giorni particolari , in cui la riva è troppo vicina o le onde troppo tubanti  per un transatlantico di tre metri con un leash altrettanto lungo, ed è allora che sfodero qualcosa di retro tipo fish sui 5 piedi e fischia. Durante un viaggio  in Australia però, mi sono innamorato del minisimmons e la voglia di averne uno non mi ha più lasciato. Quando poi scopri di avere nella tua crew uno shaper, non puoi non chiedere a lui consiglio: e qui nasce questa tavola, con Alessandro “Joy” Raggi di West Side Surfboard di Andora, che si offre di shaparmi qualcosa di unico. Dal classico minisimmons allora, passiamo a qualcosa che mantenga quello spirito, ma sia più fruibile sulle mie onde: lavoriamo quindi su volume ( ben 38 litri!) , forme e bordi. Decidiamo di partire dall’outline del mio fantastico bodyboard Cavin Yap standup, testato su tutti gli spot , visto che voglio innanzitutto avere una tavola facilmente trasportabile anche in scooter. Da qui il classico moon tail impreziosito da rinforzi in legno sugli spigoli, ed il nose tronco, anche lui con un tocco ligneo veramente di sapore vintage, come piace a me. Optiamo poi per un set up quad, con possibilità di montare solo due pinne keel classiche da fish o un quad di tipo moderno, con un particolare lavoro sui rail , vera chicca di questo gioiellino. In ultimo , una bella resinatura pigmentata verde che ricorda il mio volkswagen T1 del 63, ed un iconico logo con un bell’hot rod stile fifties.

La tavola risulta molto ben bilanciata e, nonostante la lunghezza ridotta , parte su tutto , anzi, da il proprio meglio  su onde ripide, basta avere l’accortezza di caricare bene sul piede davanti. I bordi tengono veramente alla morte anche sul ripido tubante, ed, in configurazione quad, gira come una tavoletta da competizione. Persino gli aerial risultano facili, pure ad una capra come me, e la resinatura “blindata”  rinforzata in biassiale sul deck lo salva nelle risacche per cui è stato ideato.

In definitiva , devo ringraziare Ale per avermi costruito questa magic board , nonostante gli avessi chiesto cose assurde , e per  averci messo tutta la sua esperienza facendo un lavoro stupendo specie sui bordi e sulle finiture.

Aloha

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dic 22 2010

frasi celebri del surf

Pubblicato da sotto Surf

Bodhi: Noi non ci battiamo per i soldi, noi ci battiamo per il sistema, quel sistema che uccide lo spirito dell’uomo. Noi siamo l’esempio per quei morti viventi che strisciano sulle autostrade nelle loro infuocate bare di metallo. Noi dimostriamo con la nostra opera che lo spirito dell’uomo è ancora vivo!

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