Curiosity è un simpatico rover che è stato lasciato nel cratere Gale intorno al monte Sharp.
Da quando è arrivato sul pianeta ha subito scoperto che (quasi) sicuramente in passato c’è stata almeno della vita batterica, e forse c’è anche adesso!
Comunque la scienza ha fatto passi da gigante dall’ammartaggio del 5 agosto 2012!
Perché proprio il Mount Sharp? Scalare il Monte Olimpo, che è vulcano e monte più alto del Sistema Solare, sarebbe stato molto più memorabile… ma gli scienziati se ne sono fregati bellamente dei record e hanno scelto il monte Sharp perché era come un libro aperto con su scritto tutta la storia completa di Marte! Prospettiva interessante!
Quindi non potevano depositarlo sul cocuzzolo della montagna con la neve alta così scivoliamo con gli sci (canzone, nel caso non lo sapete) soprattutto perché sarebbe stato molto più difficile farlo ammartare e poi avrebbe letto solo l’ultimo capitolo della storia di Marte!
Il Mount Sharp è alto 5,5 km che si trova qui
Come avrete intuito la X rossa è la posizione approssimativa del Monte.
La scoperta più affascinante di Curiosity è il fatto che ha ritrovato del metano nell’atmosfera, ma il punto è che il metano viene prodotto solo dall’attività vulcanica o dalla vita e rullo di tamburi… non risulta esserci attività vulcanica su Marte!
Le stelle di neutroni sono stelle massicce che quando muoiono possono diventare o buchi neri o stelle di neutroni.
Le stelle di neutroni sono molto strane e piene di segreti perché abbiamo cominciato a studiarle solo recentemente.
Le stelle di neutroni sono grandi più o meno come l’isola di Manhattan, ma sono talmente dense che se uno le appoggiasse sulla superficie terreste queste la bucherebbero come dei proiettili.
Le stelle di neutroni possono essere anche in versione pulsar cioè emettono delle onde radio costanti e sembra che pulsino, da qui il nome.
Inoltre dentro le stelle di neutroni sono molto strane: ci sono vari strati e ognuno ricorda un formato di pasta:
Gnocchi
Fusilli
Lasagne
Spaghetti
E poi si trasforma in un liquido informe che gli scienziati hanno riprodotto e ha alcune caratteristiche singolari: va verso l’alto e riesce a uscire dai contenitori ermetici!
C’è un altro piccolissimo dettaglio se due stelle di neutroni si scontrano fra di loro possono creare talmente tanta energia che modificherebbero lo spazio-tempo, e se noi fossimo abbastanza vicini (non lo siamo) verremmo allungati, trasportati chissà dove, fritti, ghiacciati e polverizzati!
Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima.
Questa è la frase all’inizio di ogni episodio di Star Trek anche se interstellare non c’era, però questo articolo parlerà dello spazio interstellare.
Lo spazio interstellare è… indovinate un po’… lo spazio tra le stelle!
Tra i sistemi stellari ci sono pezzi di universo che sono terra di nessuno, ma non per questo sono disabitati, anzi ci sono cose che voi umani non potete immaginare (scusate altra citazione, pardon).
Volete un elenco?
Eccolo (prendetevelo anche se non lo volevate)
Raggi cosmici (pericolosi)
Quasar (1 non ha a che fare con gli sgrassatori. 2 creano i raggi cosmici)
Pianeti interstellari (non orbitano intorno a una stella ma possono avere dei satelliti)
Stelle interstellari (assurdo no?)
Nubi interstellari (tranquille)
E altra roba, ma vi voglio parlare di 3 cose
1 Raggi cosmici
I raggi cosmici sono creati dai quasar e viaggiano per l’universo senza tregua, ma sono molto pericolosi per noi perché possono distruggere e mutare il nostro DNA (roba seria) e creare mutazioni.
Il nostro Sole ci difende e ci minaccia con lo stesso strumento: il vento solare.
Il vento solare può distruggere i nostri sistemi elettronici, ma ai margini del sistema solare non trova più energia e si ferma lì così crea l’eliosfera.
L’eliosfera è uno scudo (come il campo magnetico della Terra che ha le sue difese personali) allontana e distrugge i raggi cosmici.
2 Comete interstellari
Finora solo una cometa interstellare è entrata nel nostro Sistema Solare: ‘Oumuamua in hawaiano significa pioniere che viene da lontano per primo o qualcosa del genere e ha scatenato l’immaginazione di tutti: molti pensavano che fosse una navicella spaziale aliena e ci hanno puntato i radiotelescopi!
La forma particolare ha scatenato di tutto: il sigaro, l’ago, la siringa… ci sono tanti di quei nomi che nessuno li sa tutti, ma le traiettorie erano strane e così gli scienziati hanno capito, non ruotava intorno al Sole!
Era una cometa interstellare e volete sapere come viaggiava?
Praticamente da dietro uscivano pennacchi di gas che le davano l’accelerazione che può anche essere minima, non avete idea quanto possa essere efficace una minima accelerazione prolungata nel tempo (The Martian).
3 Nube interstellare
E qui si parla di Musca, una nube che sembra una striscia di gas, ma è un disco!
Basta cambiare punto d’osservazione e… voilà ecco un disco!
Ma noi siamo fermi sulla Terra, come è possibile cambiare punto d’osservazione?
Ebbene Musca suona!
Avete capito grazie alle onde radio che manda possiamo capire la forma degli oggetti!
Nel 2018 gli scienziati si sono messi all’opera per trovare la corrispondenza della musica con le nostre note… e la musica è meravigliosa!
Sorpresa! Il pianeta 55 Cancri è composto da uno strato superficiale di grafite e uno spesso di un reticolo cristallino di atomi di carbonio (tradotto è uno spesso strato di diamanti).
55 Cancri è un pianeta prezioso! Pensate è grande 2 volte la Terra: pensate quante matite e quanti gioielli si potrebbero fare!
Su 55 Cancri un giorno dura 18 ore e il calore generato (2150 Cº circa) è il luogo perfetto per la formazione di diamanti!
Questa “superTerra” (così vengono chiamati i pianeti più grossi della Terra al di fuori del Sistema Solare) è a 40 anni luce dalla Terra ed è nella costellazione del Cancro, inoltre possiamo vederlo chiaramente ad occhio nudo!
Spitzer, un telescopio spaziale della NASA, ha mandato dei dati che sono stati elaborati con dei modelli al computer dagli scienziati e così hanno scoperto che è un diamante unico.
Sfortunatamente non vedremo presto dei gioielli con dei diamanti provenienti da 55 Cancri finché non saremo veloci come la luce o potremo viaggiare nell’iperspazio.
Ma altri pianeti con moltissimi diamanti sono Urano e Nettuno decisamente più vicini quindi… rallegratevi!
Le supernove sono stelle massicce che quando muoiono creano una nube che contiene di tutto: “mattoni” per costruire l’intero universo, e persino per costruire noi!
Le supernove sono ammassi di gas di qualunque tipo e molte delle volte ci sorprendono, oltre che con i loro misteri, con i loro colori e con le loro forme.
Quando le supernove si “distruggono” rimangono i resti di supernove (foto) o nebulose.
Le supernove sono molto strane e diverse: quando una stella massiccia esplode, e quindi crea una supernova, ha bisogno di molti ingredienti.
Il primo ingrediente scoperto dagli scienziati sono i neutrini: particelle senza elettrone che possono attraversare tutto e sono molto difficili da vedere (ovviamente con strumenti adatti).
Il secondo è il caos generale dei neutrini e quindi la pressione che fa implodere la stella con un’esplosione mozzafiato.
Ma prima di tutto la stella si riduce a una specie di sfera piena di bolle (pressappoco come l’acqua che bolle) e poi tutto viene sparato a velocità incredibile.
Ora è il momento della… SUPERNOVA ZOMBIE!!
La supernova zombie è… zombie! (Sì, lo so è una grande scoperta).
Ebbene sì, nella costellazione dell’Orsa Maggiore una supernova è esplosa all’incirca 6 volte fin dal 1954 e quando sembra che stia diventando più flebile ricomincia a brillare!
Quindi un oggetto celeste che di solito da le basi per un nuovo sistema stellare non vuole saperne di morire!
Chissà magari un giorno troveremo il pianeta zombie!
Oggi è un grande giorno perché è stata scattata la primissima foto di un buco nero ed eccola!
Per scattare questa foto tutti i paesi hanno dato il loro contributo: l’Italia ha contribuito con ben tre persone di cui due facenti parte dell’INAF (Istituto Nazionale AstroFisica).
La foto scattata dal Event Horizon Telescope ritrae un buco nero grosso sei miliardi di volte il Sole nel cuore della galassia Messier 87 nell’ammasso della Vergine che dista da noi 55 milioni di anni luce.
Perché scattare una foto a un buco nero è così difficile?
Scattare una foto a un buco nero è molto difficile perché è nero! Non vedreste niente e quindi bisogna trovare un buco nero in una parte luminosa così vediamo il nero che è il buco!
In realtà, me compresa, mi aspettavo una cosa molto più grande ma riflettendoci una caratteristica dei buchi neri è proprio il fatto di poter racchiudere in una quantità così piccola una grandissima quantità di materia.
In realtà la foto è un’elaborazione di onde radio che sono state trasformate in immagini.
Quindi grazie a un gigantesco progetto di ben 8 telescopi collocati in tutto il mondo che formano un mega telescopio virtuale adesso possiamo esplorare anche i buchi neri delle galassie più lontane.
Non emozionatevi perché l’acqua è allo stato solido e quindi non ci si può fare un bagno, ma la scoperta è emozionante.
La Luna è molto simile alla Terra perché un tempo ne faceva parte infatti la composizione delle rocce è praticamente uguale, solo cambiata un po’ dalla lunga esposizione nello spazio.
Ma questa scoperta non è tanto significativa per la ricerca della vita perché con l’acqua ghiacciata le speranze che ci sia la vita sono davvero poche, ma questa scoperta è la prova che l’acqua non è così impossibile da trovare, ma è solo a qualche migliaio di chilometri.
Ma l’acqua quasi sicuramente (provate a essere sparati via da un pianeta incandescente non ancora del tutto formato) viene dalle comete o dagli asteroidi e non dalla Terra, però potrebbe essere uguale, probabilmente anche l’acqua sulla Terra è stata portata dagli asteroidi.
La scoperta è stata fatta da Chandrayaan 1 il 18 novembre 2008 che ha fatto scendere un satellite sulla superficie della Luna da un’altezza di 100 km e che durante la discesa ha scoperto del vapore acqueo nella sottilissima atmosfera.
Un anno dopo Chandrayaan 1 ha scoperto delle tracce d’acqua sulla superficie e il 13 novembre 2009 la NASA con LCROSS ha scoperto dell’acqua in un cratere da impatto provocato da una sonda impattatrice nel polo sud.
Dopo un anno Chandrayaan 1 scoprirà più di 40 crateri che potrebbero contenere complessivamente più di 600 milioni di tonnellate d’acqua.
La questione può sembrare un po’ complicata quando vi dicono: “Oggi c’è l’equinozio di primavera!” ed è il 20 marzo.
In realtà siamo stati noi a mettere una data fissa, ma la natura non ha una vera e propria data di inizio della primavera che difatti può variare dal 19 marzo al 21.
La primavera quindi non ha una data fissa, ma neanche le altre stagioni ce l’hanno: l’autunno può variare dal 22 al 23 settembre, l’inverno dal 21 al 22 dicembre e l’estate dal 20 al 21.
Quindi in realtà la convenzione “tutti 21 ogni tre mesi è leggermente sbagliata e le stagioni non hanno un inizio preciso e neanche una fine e neppure un ora!
Ecco i prossimi cambi di stagione quando avverranno
2019 primavera 20 marzo 20:58 estate 21 giugno 15:54 autunno 23 settembre 7:50 inverno 22 dicembre 4:19
2020 primavera 20 marzo 3:50 estate 20 giugno 21:44 autunno 22 settembre 13:31 inverno 21 dicembre 10:02
2021 primavera 20 marzo 9:37 estate 21 giugno 3:32 autunno 22 settembre 19:21 inverno 21 dicembre 15:59
A “poca” distanza da noi c’è Proxima Centauri una stella nana rossa, con un pianeta attorno, Proxima Centauri b.
La stella ha un’età stimata di 4,85 miliardi di anni, ed è la stella a noi più vicina.
Proxima è una stella facente parte della costellazione Centauro, scoperta nel 1915 da Robert Innes cioè il direttore dell’Union Observatory in Sudafrica, la sua temperatura superficiale è di 3042 gradi kelvin.
La stella ha una massa di 2,193×10 alla 29sima, il suo diametro medio è di 201550 km, inoltre la massa della stella è un ottavo di quella solare ma la densità è 40 volte superiore a quella del Sole.
Come il Sole anche Proxima ha un vento stellare, ma molto più debole.
Proxima è la stella a noi più vicina da 32000 anni e lo sarà per altri 33000, dopo sarà sostituita da Ross 248 anche lei una nana rossa.
Verso la fine del 2017 il telescopio spaziale ALMA scoprì una cintura di polveri attorno alla stella madre che da sempre è sintomo di nuovi pianeti in arrivo o di vecchi pianeti che si sono scontrati, nel frattempo di avere nuove informazioni possiamo studiare Proxima Centauri b: un interessantissimo pianeta con acqua liquida in superficie.
La NASA ha progettato Dart una missione che metterà fuori rotta gli asteroidi.
I primi test inizieranno nel 2020.
La possibilità che un asteroide possa distruggere intere città è molto bassa: potrebbe succedere ogni 10.000 anni, ma la NASA si tiene preparata infatti vuole evitare qualunque inconveniente.
Il povero asteroide in questione è Didymos. In realtà sono due: Didymos con 800 metri di diametro e la sua luna, Didymoon, con soli 150.
Su questa missione la NASA deve ancora definire bene i parametri.
Il nome ufficiale dell’asteroide è 65803 Didymos e ha un periodo di rivoluzione di 771 giorni.